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marzo 30, 2016 - Veronafiere

Tutti i modelli della Miura a Verona Legend Cars

Per i cinquanta anni dell’auto che ha rivoluzionato il mondo delle super car e il centenario dalla nascita del fondatore, il #lamborghini Club Italia prepara una stand all’altezza dell’«eresia tecnica» che ha cambiato la storia dell’auto in Italia.

VERONA 29 marzo – La Lamborghini Miura compie 50 anni e li festeggia a Verona Legend Cars, presso la Fiera scaligera dal 13 al 15 maggio.

Lamborghini Club Italia allestirà uno stand con alcuni splendidi esemplari disposti a stella, in rappresentanza di tutti i modelli Miura: P 400, P 400 S e P 400 SV. 

Per l’inaugurazione, decine di soci aderenti al Club sfileranno in Fiera di #verona con i loro bolidi rombanti. Un omaggio anche a Ferruccio Lamborghini, del quale quest’anno ricorre il centenario della nascita.

Lamborghini Club Italia è l’unico club ufficiale riconosciuto dalla Casa di Sant’Agata Bolognese, fondato all’interno dello stabilimento stesso nel 1993 da Sandro Munari, indimenticabile asso del rally. Oggi è presieduto da Andrea Nicoletto e conta una settantina di soci. Analoghi Club esistono in tutto il mondo.

Ogni momento della storia della Miura ha il sapore del mito. Al suo apparire, nel 1966 al Salone di Ginevra, tutte gli altri modelli sembrarono all’improvviso già vecchi.

Perché, come disse il progettista Gian Paolo Dallara, “Ferruccio #lamborghini ci ha lasciato commettere un’eresia tecnica”.

La Miura fu, infatti, la prima auto al mondo a montare il motore posteriore trasversale, fra abitacolo e assale. E non un motore qualsiasi: un 12 cilindri 4mila. Ciò consentiva di ridurre notevolmente il passo ottenendo una compattezza mai vista prima. Nelle gran turismo coeve, il motore era anteriore e la trazione posteriore.

La carrozzeria fu firmata Bertone e realizzata dal designer Marcello Gandini, poi autore anche del disegno della Lancia Stratos e della Lamborghini Countach. Nuccio Bertone rimase affascinato dalla sfida tecnica fin da quando vide il telaio rivoluzionario: “Io sono quello che farà la scarpa al tuo piede”, promise a Ferruccio #lamborghini.  

Ne risultò una vettura alta appena 110 centimetri, dalle linee meravigliosamente armoniose quanto innovative. Il motore, creato da Giotto Bizzarrini, era un 12 cilindri da 3,9 litri per 350 hp (260 Kw). La velocità massima di 290 km/h faceva della Miura l’auto di serie più veloce del mondo.

Il nomeera un omaggio di #lamborghini, grande appassionato di corride nonché nato sotto il segno del Toro, a Don Eduardo Miura Fernandez, allevatore di tori da combattimento.

Ferruccio #lamborghini pensava di poterne vendere una cinquantina. La Miura ottenne invece immediatamente un successo clamoroso in tutto il mondo. Fra il 1966 e il ’73 ne furono prodotti 762 esemplari. Lunghissima la lista dei vip di ogni epoca che l’hanno voluta: dallo Scià di Persia al re di Giordania, da Claudio Villa a Frank Sinatra e Little Tony, da Rod Stewart a Gino Paoli, da Nicholas Cage a Russell Crowe. Si calcola che in Italia ne circoli ancora una trentina.

E il loro punto di incontro è Verona Legend Cars.

La vita di Ferruccio Lamborghini

Ferruccio Elio Arturo #lamborghini nacque il 28 aprile 1916 a Renazzo di Cento da una famiglia di agricoltori. Abbandonata prestissimo la scuola per inseguire un’indomabile passione per i motori, divenne abile meccanico da autodidatta, perfezionando la sua esperienza durante la guerra come tecnico riparatore. Finito il conflitto, ebbe l’intuizione di trasformare residuati bellici in trattori. In pochi anni la Lamborghini Trattori era in grado di produrre modelli propri, divenendo fra le più importanti aziende del settore.

Ma era solo l’inizio di una carriera imprenditoriale a dir poco vulcanica. Di lì a poco iniziava la produzione di bruciatori a nafta, caldaie e impianti di aria condizionata, fra i primi in Italia. Tentò anche la costruzione di elicotteri: l’unico esemplare superstite è stato recuperato dal figlio Tonino per il museo della famiglia #lamborghini a Fun, vicino a Bologna. La casa automobilistica nacque nel 1963 dopo, come vuole la leggenda, un “vivace” confronto con Enzo Ferrari, da cui scaturì una sorta di sfida a produrre l’auto migliore.

Nel 1972, improvvisamente e sorprendendo di nuovo tutti, Ferruccio #lamborghini cedette la maggioranza delle sue quote per ritornare alla campagna. Si ritirò a produrre vini pregiati in Umbria, avendo successo anche in questo settore. Morì a Perugia il 20 febbraio 1993. Il Club #lamborghini onorerà il genio del fondatore visitando la sua tenuta a Panicale sul lago Trasimento el raduno fissato per il 17-18-19 giugno 2016

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